Come ho creato Cold Folder: giochi investigativi

Applicazioni

Come ho creato Cold Folder: giochi investigativi

Chi mi segue da un po’ sa che ho un debole per i giochi da fare con gli amici. Nel 2020, chiusi in casa, mi ero scritto una versione di Uno in quattro ore per giocare ognuno a casa propria. Qualche anno dopo è nato dimix games.

Questa volta il gioco è un altro: un caso da risolvere, tutti attorno allo stesso tavolo. Si chiama Cold Folder, e in due settimane è passato da un’idea a un sito con cinque storie.

Tre amici attorno a un tavolo risolvono un caso di Cold Folder su tablet e telefono
Foto illustrativa, generata con l’IA

Tutto è iniziato da un fascicolo

Mi sono sempre piaciuti i giochi investigativi “a fascicolo”: una cartella piena di verbali, foto, lettere e ricevute, e un gruppo di persone che li legge, li confronta e prova a capire chi è stato. Non c’è un master, non c’è un copione da recitare. Ci sono solo i documenti, e la soluzione è lì dentro, da qualche parte.

L’idea di Cold Folder è stata portare quel tavolo nel browser e farlo vivere: i numeri di telefono che trovate si possono chiamare, e qualcuno risponde. I luoghi si possono visitare sulla mappa, e lì può esserci qualcosa da trovare. La casella email di un sospettato si apre, se scoprite la password.

Le regole sono una parte importante

Ho iniziato come faccio sempre: scrivendo una specifica. Prima ancora di una riga di codice ho deciso alcune regole che non volevo tradire.

  • Ogni storia è un pacchetto con tutto dentro ma non il codice. Il motore non sa niente di ville, fari o aerei: legge il fascicolo (documenti, persone, telefonate, luoghi, regole) e lo apre sul tavolo. Una storia nuova non richiede di toccare il gioco, è importante per potersi dedicare alle storie dopo che il motore è pronto.
  • Niente improvvisazione durante la partita. Nel gioco non c’è un’intelligenza artificiale (per adesso) che inventa risposte: ogni indizio si sblocca solo con regole scritte e verificate. Stesse mosse, stesso risultato, sempre.
  • Le soluzioni ti aiutano ma non ti risolvono il caso. I codici dei lucchetti e le risposte finali sono criptati: aprire i file del caso non ti aiuterebbe a barare.
  • Prima le dita, poi il mouse. Il gioco nasce per il tablet, dove i documenti si spargono e si girano con le dita, ma funziona anche sul computer e sul telefono, è possibile quindi giocarci anche in solitario dal letto.

Lo sviluppo: di nuovo Claude come copilota

Come per Lùmen, anche qui ho lavorato con Claude per tutto lo sviluppo. E anche qui devo essere onesto: da solo, in due settimane, non avrei finito nemmeno il motore, questa è la potenza dell’IA affiancata ad uno sviluppatore con più di 20 anni di esperienza.

Il 5 ottobre c’erano il motore, il tavolo, il telefono e il salvataggio delle partite. Il 9 ottobre il sito era online, con i pagamenti attivi. Il resto è arrivato una cosa alla volta: le partite su più dispositivi, i regali, le mappe con gli interni degli edifici, nuovi tipi di lucchetto, un computer d’archivio in cui cercare, gli interrogatori.

Sotto il cofano c’è una web app in React e TypeScript, un server Node con MySQL, e un motore di gioco che è una funzione pura: prende lo stato della partita e un’azione del giocatore, e restituisce lo stato nuovo. Niente magia, e soprattutto tanti test: ogni storia ha una partita di prova che deve arrivare alla soluzione, altrimenti non viene pubblicata. Ma, cosa importante, ogni storia viene giocata da persone reali per avere una reale validazione.

Cosa c’è in un fascicolo, il gameplay

  • Documenti e foto: si spargono sul tavolo, si ingrandiscono, si girano e si segnano con penna ed evidenziatore. I segni li vedono tutti.
  • Telefonate: componete i numeri che trovate e rispondono le persone del caso, ognuna con la sua voce.
  • La mappa: andate sul posto, e in ogni luogo può esserci qualcosa da trovare.
  • Lucchetti e password: il codice giusto è da qualche parte nel fascicolo.
  • Email e chat, dove contano anche gli orari.
  • Il filo rosso e le note: legate due documenti con un filo e appuntate i vostri sospetti sul tavolo.
  • Aiuti, se servono: se vi bloccate, si apre un suggerimento alla volta, dal più vago al più preciso. Ognuno costa qualche punto.
  • L’accusa: chi, perché, come. Solo allora scoprite il punteggio, su 100, e com’è andata davvero.

Ogni storia ha anche il suo aspetto. Volo 999, per esempio, è ambientata nel 1999: il telefono del gioco diventa un cellulare di fine anni ’90, e gli strumenti sul tavolo hanno le icone di un desktop di quell’epoca.

Le telefonate in Cold Folder: si compone il numero e risponde una persona del caso
Qui puoi vedere lo stile contemporaneo invece.

Si gioca insieme, anche da telefoni diversi

La parte a cui tenevo di più è la stessa dell’Uno di sei anni fa: giocare insieme.

Chi apre la partita tocca «Invita»: gli altri inquadrano il QR ed entrano dal loro telefono o tablet, fino a otto dispositivi, senza registrarsi e senza comprare niente. Si gioca dal vivo: quello che uno trova, collega o annota compare su tutti, e intanto ognuno può leggere un documento diverso. Uno legge i verbali, uno chiama i testimoni, uno tiene il taccuino.

E se gli amici sono lontani basta una videochiamata: il codice della partita funziona da qualsiasi casa, e tutti vedono lo stesso tavolo.

L'invito con il codice QR: gli amici entrano dal loro telefono

Le prime cinque storie

  • Il quadro di Villa Ardenghi: durante una cena di compleanno, dalla villa di famiglia sparisce il dipinto più prezioso della collezione. Circa mezz’ora, gratis: è quella da cui cominciare per conoscere il tavolo, il telefono e la mappa.
  • Il faro di Greyholm: il vecchio guardiano del faro trovato morto ai piedi della scala, su uno scoglio isolato dalla tempesta. La più lunga, circa tre ore.
  • Le carte del silenzio: un delitto del 1934 in un paese tessile della Toscana, da riaprire tra le carte di un archivio. Per una o due persone.
  • Il cielo sopra Artesia: New Mexico, luglio 1947. Tre vacche morte senza un segno addosso, una pratica d’assicurazione da decidere e mezza America che parla di dischi volanti.
  • Volo 999: novembre 1999, un grande attore muore dopo un volo Milano–Palermo. Scritta da Samuele Bresciani.

Testi, immagini e voci nascono con l’aiuto dell’intelligenza artificiale; trama, indizi e verifiche li curiamo noi. E come dicevo, prima di uscire ogni storia viene giocata da cima a fondo. Volo 999 l’abbiamo chiusa con 100 su 100 senza aprire nemmeno un aiuto; su Le carte del silenzio ci siamo fermati a 41.

Si possono anche regalare

Con il Natale che si avvicina c’è anche un’altra possibilità: regalare una storia. Si sceglie il caso, si scrive un messaggio e si stampa un biglietto da consegnare a mano, oppure arriva per email il giorno che scegliete. Chi lo riceve apre la storia con il suo codice, che non scade.

Conclusioni

Cold Folder è nato dalla stessa voglia di sempre: passare una bella serata con gli amici, e possibilmente costruirmi da solo il gioco per farlo, deformazione professionale.
Si paga una storia alla volta, una volta sola, e resta vostra: niente abbonamenti.

Se volete provarlo, cominciate dalla storia gratuita: bastano mezz’ora e un tablet, un computer o un telefono.

E se ci giocate, scrivetemi: sono curioso di sapere quanto ci avete messo e quanti punti avete fatto. Sono sempre contento di ricevere feedback.

Cold Folder è su coldfolder.com: la prima storia è gratis, le altre partono da 3,99 €, si pagano una volta e restano vostre.

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