Certificato Eccellenze In Digitale di Google

Ebbene sì, ho superato il corso di formazione in Digital Marketing di Google attraverso il portale di Eccellenze In Digitale.

Il corso si basa su 23 argomenti:

  • Le opportunità online
  • I tuoi primi passi verso il successo online
  • Costruisci la tua presenza online
  • Stabilisci un contatto tramite email
  • Inizia a usare la ricerca
  • Fatti scoprire con la ricerca
  • Usa la ricerca per i tuoi obiettivi
  • Fatti notare con gli annunci di ricerca
  • Migliora le tue campagne nella rete di ricerca
  • Inizia a usare l’analisi dei dati
  • Raggiungi il successo con l’analisi dei dati
  • Fatti notare nella tua zona
  • Aiuta le persone nella tua zona a trovarti online
  • Fatti notare grazie ai social media
  • Approfondisci le strategie sui social media
  • Scopri tutte le opportunità del mobile
  • Usa il mobile per i tuoi obiettivi
  • Fai pubblicità su altri siti web
  • Scopri i segreti della pubblicità display
  • Espandi il tuo business a livello internazionale
  • Ottieni il massimo dai video
  • Crea il tuo negozio online
  • Aumenta le vendite online

Ecco il certificato!

Le applicazioni ibride costano meno di quelle native?

È arrivato il momento di sfatare un mito. La risposa è semplicemente “no“.

E quindi perché tutti credono che sviluppare un’applicazione “ibrida” costi molto meno che svilupparne una “nativa”?
Perché in effetti è possibile trovare freelance o altri professionisti che svolgono questi compiti a basso prezzo.
Ma questo può accadere anche per applicazioni native.

Quindi possiamo affermare che non è la tecnologia a rendere economico un prodotto ma solamente chi lo sviluppa.

Le tecnologie ibribe basate su tecnologie web come Ionic vengono spesso sbandierate come economiche perché in moltissimi casi vengono sviluppate da web designer improvvisati sviluppatori di applicazioni che applicano gli stessi concetti del web alle applicazioni stesse rendendo sì, il lavoro più veloce e quindi economico ma commettendo enormi errori rendendo il prodotto poco utilizzabile e di conseguenza difficilmente di successo.

Da qui si capisce perfettamente che l’economicità del prodotto non è data dalla scelta tecnologica.

Perché un’applicazione abbia successo è necessario svilupparla seguendo delle logiche ben precise, facendo ricerca ed affidandosi a professionisti esperti nel settore.

Chiaramente un sito o un’applicazione web è completamente differente da un software desktop class come le applicazioni per smartphone o per computer, dove queste ultime necessitano di logiche differenti, gli utenti hanno aspettative differente e spesso il loro compito è incompatibile con le tecnologie web.

Sviluppare una buona applicazione con possibilità di successo è dispendioso di risorse, con qualsiasi tecnologia essa debba essere realizzata.

Non stiamo dicendo che le tecnologie ibride sono pessime rispetto alle native o il contrario, semplicemente devono essere scelte accuratamente e solo un team o un professionista con molta esperienza può farlo.

Molti si appellano al fatto che alcuni grandi marchi utilizzano tecnologie ibride per le loro applicazioni. Ad esempio Facebook. Ma va ricordato che Facebook ha speso milioni di dollari prima in tecnologie ibride web, facendo ricerca e sviluppo, poi, vista l’inefficienza, hanno deciso di costruirsi una loro tecnologia ibrida investendo ulteriori milioni di dollari per farlo.

Il risultato è ottimo. Ma per arrivarci hanno investito molti dollari e risorse.
Hanno creato una tecnologia che possiamo usare anche noi?
Sì, ma il rovescio della medaglia è che queste tecnologie saranno supportate finché a loro fa comodo e che per utilizzarle è necessario formare del personale e per farlo è necessario investire denaro e risorse.

Quindi ancora una volta la carta dell'”ibirdo meno costoso” decade.

Quindi come si fa a spendere poco per realizzare un’applicazione?
Vale la stessa regola applicata ad ogni prodotto personalizzato o artigianale.
Il costo determina la qualità. Più un prodotto è economico e di minor qualità sarà.

Non c’è niente di male a costruire un’applicazione economica, dipende dallo scopo della stessa.

Se il vostro scopo è fare business attraverso un’applicazione le uniche domande che dovete porvi sono:
Quanto vale il mio business? Quanto sono disposto ad investire per far funzionare il mio business?

Personalmente lavoro nel campo del mobile da circa 10 anni e nel ramo della programmazione da oltre 15 anni.
In Nice APP ci sforziamo giornalmente per offrire il miglior servizio possibile appoggiandoci a tutta la nostra esperienza e siamo sempre convinti che sia la nostra forza.

Spero di aver stuzzicato la vostra curiosità, non esitate a commentare o contattarmi.

Se vendi qualcosa, devi leggere questo libro

Lo so, il titolo è molto diretto. Ma è quello che desideravo comunicarti.

Come ormai tutti quelli che leggono questo blog sanno le cose che mi fanno stare bene sono: programmare, dare il mio piccolissimo contributo per cercare di fare stare meglio il prossimo. Quando posso.

Così ho deciso di scrivere questo libro per poter dare i giusti consigli a tutte le persone che vogliono migliorare il proprio business.

Se sei un imprenditore o un direttore marketing, un venditore o uno startupper devi assolutamente leggere questo libro perché uno dei tuoi compiti e doveri è quello di conoscere alla perfezione ogni metodo per poter vendere ed attrarre clienti.

E il mondo del Mobile è uno dei metodi più diretti che oggi esistono. Potrei quasi chiamarlo Marketing Diretto, come quello che insegna Frank Merenda. Non lo è, ma grazie al Mobile è possibile avere un contatto diretto con i nostri clienti e i nostri potenziali clienti.

Ad oggi abbracciare il Mobile con un sito web responsive o un’applicazione per iPhone o Android significa come minimo raddoppiare le proprie probabilità di vendita.
Ma abbracciare queste tecnologie nel modo sbagliato significa buttare via tempo e tantissimi soldi. Ma noi non vogliamo buttare via i soldi, giusto?

Allora devi leggere il mio libro Come le applicazioni stanno cambiando il mondo: Cosa devi fare per sfruttarle nel tuo business. Costa quanto un caffè e può cambiarti la vita, non puoi dire NO.

Non te ne pentirai e potrai sempre avere il mio supporto a tua completa disposizione.

Buona lettura e ricordati di tornare qua e dirmi cosa ne pensi!

La produttività nel mondo della programmazione

Quando si parla di tecnologia e informatica è difficile sentire parole come “produzione” o “produttività”. Ma se vogliamo parlare di business è importante capire che la produttività è alla base della sopravvivenza di un’azienda e fondamentale per un’ottima collaborazione con i propri clienti.

Cosa significa essere produttivi?

A meno di non far parte di una Onlus, la produttività è una di quelle cose di cui dobbiamo sempre tenere conto per riuscire a sopravvivere.
È brutto da dire ma è così, un’azienda deve fare profitto e per fare profitto bisogna essere produttivi.

Nel mondo della programmazione molti pensano che significhi scrivere del buon codice, leggibile e ben commentato oppure scrivere classi riutilizzabili o ancora riuscire a scrivere velocemente molte linee di codice.

Alcuni pensano di riuscire a raggiungere una buona produttività appellandosi all’opensource, utilizzando codice scritto da altri e sicuramente anche molto collaudato.
La verità è che sì, questi punti aiutano ma ci sono aspetti ancora più importanti.

Come diventare più produttivi

Non si può insegnare con un semplice corso o una guida online. Servono anni di esperienza e la possibilità di lavorare affiancati a persone capaci e in aziende strutturate.
Posso però elencare alcune interessanti nozioni che durante la vita lavorativa riescono a migliorare la produttività.

Scegliere le giuste tecnologie

Sembra banale ma non lo è, per niente. Spesso ci facciamo prendere dalla foga di voler provare nuove tecnologie. Negli ultimi tempi ad esempio ci sono state tante discussioni a riguardo di React o di Swift, tecnologie nuove e innovative.
Però quando si lavora su un prodotto di un cliente o un qualsiasi prodotto che non sia un esperimento dobbiamo farci tante domande sul come produrlo e su quali tecnologie usare.

Conosco bene i framework che decido di usare?
Sono in grado di smontare questo codice in ogni parte per modificarlo in base alle mie esigenze (o le esigenze del prodotto)?
Sono in grado di risolvere qualsiasi problema possa presentarsi durante la vita del prodotto?

Se nelle risposte c’è un solo NO allora forse quella tecnologia non fa al nostro caso.
Perché stiamo lavorando ad un prodotto di un nostro cliente o un nostro prodotto che sarà utilizzato da persone paganti. Ogni nostra scelta si riverserà contro di essi e noi, come produttori, abbiamo il dovere di far funzionare le cose.

Anticipare l’evoluzione del prodotto

Prima di iniziare a mettere le mani sulla tastiera bisogna avere le idee molto chiare. Come diceva un mio ex-collega “la fretta è una cattiva consigliera”. Ed aveva pienamente ragione.
Se il nostro prodotto deve avere la funzionalità X è necessario conoscere benissimo il contesto e tutto lo scenario che si presenterà, ma non basta. Per essere produttivi è necessario riuscire a prevedere ed anticipare come questa funzionalità potrebbe evolversi nel futuro. In questo modo il nostro codice sarà più flessibile e nel momento in cui dovremo fare delle modifiche riusciremo a legarle correttamente e in tempi ragionevoli.

Ho parlato di tempi perché i nostri clienti pagano il nostro tempo. E possiamo tranquillamente dire che il tempo è denaro.
Più produttivi saremo e più profitto riusciremo a costruire e la nostra azienda sopravviverà.

Avere sempre un Piano B

Il problema nasce sempre quando dobbiamo realizzare qualcosa di molto complesso, qualcosa di borderline, cioè che si avvicina molto al limite delle nostre capacità conosciute.

Il programmatore di esperienza, nel momento in cui accade questa situazione, riesce ad analizzare almeno due soluzioni al problema. Una delle due con il 99% di riuscita.
Perché questo? Semplice, non ci possiamo permettere di sbagliare né di perdere del tempo, preziosissimo, a risolvere dei problemi non conosciuti.

Sembra strano? No, se state lavorando ad un prodotto di un cliente o ad un qualsiasi progetto con delle scadenze.

Riuscire a stimare correttamente i tempi di sviluppo

Questa è una delle cose più difficili. In aiuto ci sono tantissimi tool di tracking del tempo che se ben utilizzati possono darci informazioni molto dettagliate.
L’esperienza ha il suo peso. Il mio consiglio è di partire sempre da un buona analisi, cercare di sviscerare ogni singolo dettaglio di ciò che dobbiamo fare così da capire il reale tempo che necessiterà.

Conclusioni

Come avrete notato l’ultimo punto è legato a stretto giro con tutti gli altri, perché una corretta stima del tempo si potrà fare solo quando avremo maestria dei punti precedenti, ecco perché solo con l’esperienza si riuscirà ad essere realmente produttivi.

Riuscire a capire quanto tempo occorre per realizzare qualcosa è alla base di chi vuol costruire un business, che sia un freelance, una piccola società o una grande azienda.

Nel nostro settore tutto è legato al tempo, i costi di produzione sono quasi nulli (se paragonati alla maggior parte degli altri settori) e l’unica variabile è il tempo. Solo che questo non si può aumentare, accumulare, né acquistare. Per questo è fondamentale gestirlo al meglio ed essere molto produttivi.

 

Localizzare la tua app in modo semplice

Localizzare l’app richiede tempo ed è una di quelle scelte che vanno fatte in fase di analisi.

Apple ci da tutti gli strumenti per farlo correttamente. Ho voluto però creare un metodo ancora più semplice per richiamare le stringhe localizzate ed ho messo il codice su GitHub.

Si tratta di una semplice funzione che fa da wrapper a NSLocalizedString.

Prima di questa extension dovevamo scrivere:

NSLocalizableString("chiave da localizzare", comment: "commento")

Lo trovo decisamente lungo da scrivere. Quindi con questa estensione ora possiamo scrivere:

"string.to.localize".localized
//  or
"string.to.localize".localized()

Se vogliamo usare una tabella:

"string.to.localize".localized("TableName")

Se vogliamo aggiungere un commento:

"string.to.localize".localized(comment: "This is the comment")

Se vogliamo passare degli argomenti:

"string.to.localize %@".localized(arguments: [12]) // Print: "string.to.localize 12"

Se vogliamo definire un valore di default:

"string.to.localize %@".localized(value: "No localization found")

Cosa ve ne pare?
Potete scaricare l’extension da GitHub: https://github.com/dimix/Localizable